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L'Editoriale

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Il Castello si sgretola sotto la pioggia Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 03 novembre 2009
Tony Bugna mostra al geometra Pesole il punto del crolloIl Castello Aragonese non ha retto ed alcuni massi sono venuti giù con l’incessante pioggia di sabato mattina. Erano da poco passate le 14, quando alcuni residenti nei locali del Castello, hanno sentito un forte boato generato da una decina di pietre che si sono staccate dalla parte alta della parete e sono cadute giù all’interno del cortile che porta al chiostro. La malta che saldava i massi si è disciolta e i sassi sono caduti danneggiando la ringhiera di una abitazione privata.
Fortunatamente, in quell’istante, non passava nessuno, nonostante le case abitate e la sede dell’associazione Federcasalinghe. Un crollo avvenuto a seguito di anni in cui non c’è mai stata manutenzione e le erbacce sono state lasciate libere di proliferare nelle insenature delle pareti. Subito dopo il crollo l’area, corrispondente alla zona storica della “cavallerizza” è stata transennata per evitare che ulteriori crolli possano creare danni a terzi. Sul posto sabato mattina, sono intervenuti il vicesindaco Tony Bugna, il geometra dell’Utc Girolamo Pesole, il tenente D’Attoma, l’assessore Roberto Faedda, l’assessore Pasquale Sibilia e l’ex assessore Diego Iudice. Subito dopo l’accaduto, l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad inviare una raccomandata urgente alla Sovrintendenza per  informare gli uffici competenti circa i fatti accaduti. Nel frattempo, assicura il vicesindaco Tony Bugna, è già pronta una determina per interventi dei danni da parte del Comune: “l’obiettivo è quello di intervenire il prima possibile, anche se in modo circostanziato, per evitare che la situazione degeneri”. Tali interventi verranno effettuati dal Comune che dovrà ora reperire i fondi per effettuare una adeguata manutenzione, fatta salva la possibilità, successivamente di riavvalersi sul privato inadempiente. Non si esclude un diretto coinvolgimento della Sovrintendenza e del Ministero dei Beni Culturali, soprattutto per la progettazione di interventi di larga scala. L’augurio, infatti, sulla scia dell’episodio di sabato, è quello che si apra al più presto un tavolo di concertazione in modo da pensare congiuntamente, sia pubblici che privati, ad una strategia per riportare il Castello al vecchio splendore.
 

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   Luca Turi

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